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Cosa visitare a Torri del Benaco? |
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Visitiamo Torri del Benaco!
Il centro della vita economica di Torri è la zona del porto, da sempre; qui si trovano alcuni degli edifici più rappresentativi del paese, in primo luogo il Castello Scaligero (visita il Museo), fatto costruire alla fine del ‘300 da Antonio della Scala, preoccupato di difendere i suoi possedimenti contro le mire espansionistiche dei Visconti di Milano: ora ospita un interessante museo etnografico, con la prima sala della pesca d’acqua dolce sorta in Italia e una delle ultime serre di agrumi della regione gardesana, fatta ... |
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Il Museo del Castello Scaligero di Torri del Benaco
All'interno del Museo del Castello
Scaligero potrete visitare le varie sale che contengono
oggetti e scritti che vi aiuteranno a conoscere le
nostre tradizioni e la nostra cultura. Ad esempio la
sala della pesca , è la prima sala museale, sorta in Italia, dedicata alla pesca delle acque interne; raccoglie rarissime reti antiche, una "gondola piana" del Garda e la quasi totalità delle reti e dell'attrezzatura in uso presso i pescatori del nostro lago.
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La Torre
dell'Orologio
A nord del paese si erge la torre del comune nella quale venivano convocate al suono della campana, le adunanze della vicinia e si tenevano gli incanti. Nella sua sala si radunava il Consiglio dei 24 e quello più ristretto dei sei. Nel 1531 venne effettuato un primo restauro. Il locale a piano terra detto il rivolto, serviva da magazzino per conservare i prodotti provenienti dalla decima, mediante speciali recipienti. Fu rimasto tale, malgrado l’umidità e i topi fino al 1923. Il
24 febbraio 1544 fu convocato il consiglio ... |
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Il Castello Scaligero di Torri del Benaco
Quando, nel I sec. a. C., le legioni romane occuparono la costa veronese del Benaco, la loro prima preoccupazione fu di fortificare le posizioni strategiche, tra cui Torri, a metà strada sullo rotta lacustre Peschiera-Riva. Con molte probabilità Torri divenne quindi un castrum, sede di guarnigione, e, grazie ad una strada che scavalcava lo collina di Albisano, fu collegata con l'entroterra. Alcuni fanno risalire al periodo romano l'attuale torre ovest del costello, nettamente distinta dalle
altre due quanto a tecnica ... |
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La Serra dei Limoni
Secondo la tradizione gli agrumi vennero introdotti sul lago di Garda dai frati di s. Francesco nel XIV sec. Questo tipo di coltura era particolarmente diffuso sull'alta costa occidentale, mentre sulla sponda veronese era limitato a San Vigilio e a Torri. I proprietari delle serre di solito erano della città, poiché la loro costruzione comportava ingenti spese, mentre i “giardinieri” più rinomati erano quelli bresciani. Tale coltivazione ebbe un impulso fortissimo nel Settecento, probabilmente per le migliorate condizioni climatiche
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La Pesca delle Alborelle
Sfogliando i registri dei morti della parrocchia di Torri, alla data 7 luglio 1747 troviamo un certo Gian Maria Gozzer, abitante in una delle contrade a Nord del paese, “interfectus”, ucciso nel corso di uno scontro fra pescatori di Torri ed altri provenienti dalla sponda bresciana per il controllo delle rive. Su queste rive – che corrispondono alla zona di lago dalla linea di costa ad una distanza di 2-5m., con profondità fino a 2 m. – nei mesi di giugno e luglio vengono a riprodursi i banchi di alborelle (aole), un tempo alla ... |
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TORRI DEL BENACO Abitato già in epoca preistorica, Torri corrisponde forse all’antico Tulles, capoluogo della popolazione retica dei Tulliassi. In antico si chiamava anche Castrum tuttium e durante la dominazione romana fu centro importante grazie alla sua posizione strategica. Fu pi centro di popolamento longobardo e nei primi anni del X sec. vi si rifugiò Berengario I, re d’Italia, che ordinò la costruzione delle mura – ancora in parte visibili – e del castello, di cui rimane la torre che guarda il lago.
Nel XI secolo Torri faceva parte della contea di Garda, quindi nel 1193 passò al comune di Verona e poi alla signoria degli Scaligeri, i quali nel 1383, con Antonio della Scala, fecero ricostruire il castello. Al periodo scaligero risale pure la Torre dell’ Orologio, nei pressi della chiesa parrocchiale. Dopo un breve intermezzo dei Visconti di Milano e dei Carraresi di Padova, nel 1405 passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia, divenendo sede del Consiglio della Gardesana dall’Acqua, una federazione di Comuni della sponda veronese del lago con compiti soprattutto fiscali e di repressione del contrabbando, che si riuniva nel quattrocentesco Palazzo della Gardesana, al porto. Prima di ogni riunione i consiglieri si recavano nella vicina chiesa della SS. Trinità per la messa. Questa chiesetta, risalente al sec. XIV, al suo interno conserva pregevoli affreschi tre-quattrocenteschi.
La floridezza economica di Torri durante l’epoca veneta è attestata da alcuni edifici signorili, come il Palazzo Marai-Mari, in vicolo Cairoli, e le case che fanno da corona al porto, tra le quali è da segnalare la deliziosa Casa dei Vicari. Particolarmente interessante è poi la Chiesa parrocchiale, innalzata agli inizi del XVIII sec. in un sobrio stile barocco e con all’interno pregevoli altari settecenteschi dei trentini Cristoforo e Teodoro Benedetti, e le coeve pale degli artisti Simone Brentana, Pietro Rotari e Felice Boscaratti; magnifico l’organo costruito nel 1742-44 da Giuseppe e Angelo Bonatti di Desenzano.
Tra i personaggi illustri merita un ricordo l’umanista Domizio Calderini, nato a Torri nel 1444, ricordato da una stele marmorea fatta innalzare dal padre nei pressi della chiesa di SS. Trinità. Altri personaggi importanti furono il botanico Gregorio Rigo (1841-1922) w mons. Giuseppe Nascimbeni
(1851-1921).
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