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ESTATE 2012
L’Associazione di professionisti
Verdi ntenti
in collaborazione con
l’Associazione Emozioni in Movimento
propone 5 camminate di diversa
difficoltà, della durata da 4 a 6 ore
sul territorio veronese (Costa gardesana
orientale, Ceste di Naole, dintorni di
San Zeno di Montagna, Verona, alta
Valpolicella).
Nelle seguenti date: sabato 9 e 30
giugno, 14 luglio, 4 agosto, 1
settembre.
In costo è di 10,00 € a persona e
l’iscrizione è obbligatoria entro il
giovedì precedente l’uscita.
L’accompagnamento verrà effettuato da
parte di guide professioniste dotate di
patentino in lingua italiana ed inglese.
Si prevede anche la possibilità di
realizzare escursioni "su misura" con
gruppi di minimo 8 persone con
possibilità di iniziative di
enogastronomia (personalizzazione di
itinerari, durate e destinazioni con
costi che variano in funzione delle
scelte fatte).
Per informazioni e iscrizioni Serena
349.0868873.
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Passeggiate ed escursioni a
Torri del Benaco. |
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Torri
del Benaco non è solo lungolago e acqua azzurra, ma possiede anche un
entroterra da molti considerato il più vasto ed interessante di
tutta la riviera. E’ un
perfetto connubio tra arte popolare, natura e paesaggio. Conoscendo meglio la
zona con i suoi
sentieri è possibile percorrere decine e decine di chilometri
verso Castelletto, Garda o San Zeno di Montagna variando
continuamente i percorsi. L’itinerario che
consigliamo per questa occasione parte da via Bellini, in località
Santa Croce (il primo tornante della strada per Albisano),
attraversa l’antica strada Gardesana, chiamata anche “Strada
dei cavalli”, per girare dopo tre chilometri verso Albisano e
tornare percorrendo in discesa la mulattiera, tra contrade
semiaddormentate e capitelli da poco rinfrescati. E’ possibile praticare questo giro di circa nove chilometri
a piedi o con la mountain bike; dopo i primi tre chilometri di
strada battuta imbocchiamo il sentiero delle Incisioni Rupestri
che ci porterà verso Albisano. Sulla destra di questa località
notiamo la prima pietra incisa detta “Roccia delle Griselle”
che raffigura una serie di imbarcazioni; sulla stessa roccia sono state rinvenute altre incisioni molto interessanti
raffiguranti delle armi: grazie
alla loro tipologia è
stato possibile determinarne l’età (circa 3000 anni ). Dello
stesso periodo sono anche i dodici cavalieri armati di lancia,
incisi sulla roccia successiva. Proseguendo
si arriva in località Ca’ Bianca e quindi ad Albisano passando
dalla contrada delle Sorti; giunti al capitello del Crocefisso,
sul bivio Torri – Albisano, prendiamo un piccolo sentiero sulla
sinistra, attraversiamo la provinciale e ci troviamo nella località
Valmagra; continuando in discesa arriviamo a Torri del Benaco.
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Panorama
dalle colline di Torri
Passeggiata
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Un …
viaggio tra gli olivi
La presenza di Torri del Benaco tra i comuni che appartengono
alla Riviera degli Olivi, è dovuta alla pianta che ne
caratterizza il paesaggio.
Dal capoluogo alla collina il territorio è punteggiato da
diverse varietà di olivi, che raggiungono dimensioni
ragguardevoli e producono bacche di ottima qualità. la cui
consistenza permette la produzione di un ottimo olio, che vanta
l’acquisizione del marchio europeo della denominazione di
origine protetta per l’extravergine del Garda.
Un olio dal colore giallo-verdognolo, per la presenza della
clorofilla, profumo delicato e sapore morbido ma definito,
leggermente fruttato.
E’ un olio di pregio, a bassa acidità (circa lo 0,50%), che
viene conservato nelle classiche bottiglie verde scuro, dette
“gardesane”, per proteggerlo e distinguerlo da altro olio
prodotto nella zona ma non tipico, come vuole il Consorzio di
Tutela che ha sede a Cavaion Veronese.
La coltivazione dell’olivo vanta una tradizione antichissima: la
sua diffusione avvenne grazie alla presenza sul Garda dei grandi
monasteri altomedievali che, usando l’olio per esigenze di
culto, favorirono l’espansione della coltura.
Questa attività fu, con la pesca, una delle principali attività
economiche della popolazione rivierasca fino a quando nella zona
iniziò a svilupparsi il turismo. Oggi, pur se in modo minore
rispetto al passato, viene ancora praticata, impegnando i
coltivatori per il periodo ottobre/febbraio.
Sono questi i mesi della raccolta, che avviene più o meno come
un tempo: la conduzione è spesso a carattere familiare, il
ricorso ai fitofarmaci è limitato, il frutto viene raccolto
manualmente o battuto, avvalendosi di grandi reti stese sul
terreno.
Molto caratteristica è la lunga scala a pioli ( scarió o scalì )
di cui ci si serve per arrivare a cogliere l’oliva, depositata
poi in un contenitore attaccato alla cintola ( gremàl ), fino a
non molti anni fa in pelle d’asino.
Oggi solo le grandi aziende agricole praticano la raccolta
avvalendosi di macchine. L’oliva raccolta viene poi trasportata
nel più breve tempo possibile al frantoio, che procede alla
molitura tramite l’ausilio di moderne macchine.
Un tempo il sistema di estrazione dell’olio dalla drupa avveniva
nei vari tòrcoj disseminati sul territorio, undici solo nel
comune di Torri agli inizi del Novecento. Oggi il frantoio
locale è uno solo, situato in località San Faustino, per cui ci
si avvale anche di quelli, privati o cooperativistici, sparsi
anche nei comuni vicini. Interessante è la visita alla sala
dell’oliva presso il Museo del Castello Scaligero, dove nel
cortile è visibile anche un vecchio tòrcol, proveniente dalla
contrada di Coi, con parti originali in pietra risalenti,
secondo alcuni, addirittura all’epoca romana.
Se il Museo del Castello dà testimonianza dell’antico sistema
produttivo, è però spostandoci nel piccolo borgo di Crero, a
nord del paese, che è possibile visionare ancora in una casa un
vecchio frantoio, con la caratteristica macina un tempo azionata
da un asino. |
Le ville signorili di Garda
Lungo il percorso che da Torri porta a Garda possiamo ammirare
alcune antiche ville signorili, che purtroppo non sono
visitabili, ma un’idea della loro magnificenza si può avere
effettuando un’escursione in barca nelle acque antistanti.
Partendo da Torri del Benaco la prima tappa obbligata è
senz’altro San Vigilio, uno splendido borgo che si specchia su
una baia dalle acque turchine, una località che ebbe l’onore di
ospitare personaggi illustri come Maria Luisa d’Austria, lo zar
Alessandro II, Lawrence Olivier, Winston Churcill, il principe
Carlo d’Inghilterra ed altri.
Qui è possibile fermarsi per godere della vista di un magnifico
palazzo del XVI secolo, commissionato al Sanmicheli dal nobile
Agostino Brenzone.
La chiesetta dedicata a San Vigilio, di pertinenza della villa,
risale al Cinquecento. Nello splendido parco che circonda la
villa statue antiche e una piccola serra di agrumi. Subito dopo
San Vigilio, procedendo verso Garda, in località Scaveaghe
troviamo la villa Carlotti-Canossa, progettata nella seconda
metà del Settecento dal Giuliari e ristrutturata dall’architetto
Giacomo Franco nel 1875.
La villa, circondata da uno splendido parco di tipico gusto
inglese della fine ‘800, fu testimone del travagliato amore tra
la marchesa Alessandra di Rudinì, vedova Carlotti, e il poeta
Gabriele D’Annunzio.
Prima di entrare nel paese di Garda, campeggia a ridosso della
statale l’imponente villa Becelli-Albertini ricostruita, su un
precedente palazzo del Cinquecento, all’inizio dell’800
dall’architetto Francesco Ronzani.
Qui, l’11 giugno 1848, il re del Piemonte Carlo Alberto si
incontrò con la delegazione lombarda per l’atto di annessione
della Lombardia al Piemonte.
Nei pressi del porto di Garda non può mancare una visita a
Palazzo Carlotti, della nobile famiglia Carlotti, feudatari di
Garda, che risale al Tre-Quattrocento ed è costruito in tipico
stile gotico-veneziano. |
Da Torri a Crèro
Un tuffo in mezzo alla natura tra splendidi scorci panoramici è
possibile visitando la caratteristica contrada di Crèro, nei cui
dintorni si trova anche la più grande roccia incisa del Lago di
Garda.
Vi si arriva percorrendo a nord la statale Gardesana per 4
chilometri ed imboccando a destra il bivio prima di località La
Pozza.
Salendo a monte, si arriva a questa suggestiva borgata, che fu
fondata in epoca medievale da coloni scesi da San Zeno di
montagna in cerca di terre più fertili.
Dal luogo dove si trova la chiesetta dedicata a San Siro, fatta
costruire da un abitante del luogo nel 1713, l’occhio umano può
spaziare su tutto l’Alto Lago godendo di un panorama
straordinario.
Attraversato il piccolo borgo è possibile dirigersi verso la
zona dei graffiti dove è visibile la Roccia Grande, che riporta
incise figure umane, simboli, imbarcazioni databili dall’età
preistorica fino ai giorni nostri. |
LE ANTICHE CONTRADE DI TORRI
Dalla Gardesana risaliamo la strada per Albisano per circa 200 m e alla prima curva seguiamo la deviazione che si stacca sulla sin.; quindi seguiamo le indicazioni per Coi e presto arriviamo alla chiesa di S. Antonio (sec. XV-XVII). Proseguiamo e in località Preèl, nei pressi del cimitero, iniziamo la salita su un acciottolato, tra gli olivi, per arrivare nell’antica contrada di Coi.
Superato il capitello della Veronica, passiamo davanti ad una fontana e giriamo a sin. verso le Rossone di sopra dove, costeggiata la casa – sul muro esterno il capitello della Madonna della Corona -, ci dirigiamo verso nord, seguendo la mulattiera che si snoda parallela alla costa, con andamento pianeggiante e leggeri saliscendi in prossimità delle valli. Quando ci innestiamo sulla strada asfaltata che porta ad Albisano (1 h), l’attraversiamo e, un po’ più in alto, riprendiamo la mulattiera, a sin., fra gli oliveti e il bosco, e dopo poco arriviamo ad una grande croce di legno, nei pressi della contrada delle Anze. Superata la contrada, arriviamo alla base del Sengiàlt, un’alta rupe sopra la Valle delle Fornare. Imbocchiamo a destra il sentiero che sale nel bosco; arriviamo ad un incrocio di sentieri, sovrastante la contrada delle Prandine.
Noi seguiamo la pista principale, superiamo un lisciane (con incisioni moderne) e riprendiamo il sentiero che continua sempre verso nord; presto troviamo in successione altri liscioni, di dimensioni limitate, che superiamo seguendo il sentiero in mezzo al bosco; quindi arriviamo all’innesto della strada che porta a Crero-Albisano e dopo 10’ siamo alla Roccia Grande (2 h), un grande liscione con graffiti di varie epoche, che si trova poco discosto dalla pista, sulla destra.
Ritornati sul sentiero, in breve arriviamo ad una valletta dove, infisse nel muro, vediamo delle strane pietre con un foro nel mezzo; pochi metri dopo la valle, trascurando una deviazione a destra che sale a San Zeno, noi scendiamo. Ed eccoci arrivati nella contrada di Crero (m 207). Nelle vicinanze si trova la chiesetta di San Siro (sec. XVIII), da dove l’occhio può spaziare su tutto l’Alto lago; da qui uno sterrato porta a Pai, mentre la strada che sale arriva a San Zeno di Montagna.
Ritorniamo alla contrada e scendiamo lungo la strada asfaltata che si innesta sulla Gardesana, ma noi, quando arriviamo al bivio per Ca’ Cavrie teniamo la sinistra e poco prima delle case imbocchiamo la pista, in parte selciata, che sale ripida alla parte alta della contrada.
Da qui proseguiamo lungo il sentiero, ben segnato, superiamo la cava sulla destra e, sempre tra l’oliveto e il bosco, arriviamo su una strada asfaltata (3 h e 15’), scendiamo per un breve tratto e arriviamo all’antica contrada delle Prandine, passiamo sotto un volto e seguiamo lo sterrato; si scende in mezzo agli olivi e, dopo aver superato una valle, arriviamo alla contrada delle Fornare, per giungere infine a Torri (4 h).
Testi per gentile concessione del signor Prof. Giorgio Vedovelli |
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