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Torri
del Benaco non è solo lungolago e acqua azzurra, ma possiede anche un
entroterra da molti considerato il più vasto ed interessante di
tutta la riviera. E’ un
perfetto connubio tra arte popolare, natura e paesaggio. Conoscendo meglio la
zona con i suoi
sentieri è possibile percorrere decine e decine di chilometri
verso Castelletto, Garda o San Zeno di Montagna variando
continuamente i percorsi. L’itinerario che
consigliamo per questa occasione parte da via Bellini, in località
Santa Croce (il primo tornante della strada per Albisano),
attraversa l’antica strada Gardesana, chiamata anche “Strada
dei cavalli”, per girare dopo tre chilometri verso Albisano e
tornare percorrendo in discesa la mulattiera, tra contrade
semiaddormentate e capitelli da poco rinfrescati. E’ possibile praticare questo giro di circa nove chilometri
a piedi o con la mountin bike; dopo i primi tre chilometri di
strada battuta imbocchiamo il sentiero delle Incisioni Rupestri
che ci porterà verso Albisano. Sulla destra di questa località
notiamo la prima pietra incisa detta “Roccia delle Griselle”
che raffigura una serie di imbarcazioni; sulla stessa roccia sono state rinvenute altre incisioni molto interessanti
raffiguranti delle armi: grazie
alla loro tipologia è
stato possibile determinarne l’età (circa 3000 anni ). Dello
stesso periodo sono anche i dodici cavalieri armati di lancia,
incisi sulla roccia successiva. Proseguendo
si arriva in località Ca’ Bianca e quindi ad Albisano passando
dalla contrada delle Sorti; giunti al capitello del Crocefisso,
sul bivio Torri – Albisano, prendiamo un piccolo sentiero sulla
sinistra, attraversiamo la provinciale e ci troviamo nella località
Valmagra; continuando in discesa arriviamo a Torri del Benaco.
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Panorama
dalle colline di Torri
Passeggiata
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LE ANTICHE CONTRADE DI TORRI
Dalla Gardesana risaliamo la strada per Albisano per circa 200 m e alla prima curva seguiamo la deviazione che si stacca sulla sin.; quindi seguiamo le indicazioni per Coi e presto arriviamo alla chiesa di S. Antonio (sec. XV-XVII). Proseguiamo e in località Preèl, nei pressi del cimitero, iniziamo la salita su un acciottolato, tra gli olivi, per arrivare nell’antica contrada di Coi. Superato il capitello della Veronica, passiamo davanti ad una fontana e giriamo a sin. verso le Rossone di sopra dove, costeggiata la casa – sul muro esterno il capitello della Madonna della Corona -, ci dirigiamo verso nord, seguendo la mulattiera che si snoda parallela alla costa, con andamento pianeggiante e leggeri saliscendi in prossimità delle valli. Quando ci innestiamo sulla strada asfaltata che porta ad Albisano (1 h), l’attraversiamo e, un po’ più in alto, riprendiamo la mulattiera, a sin., fra gli oliveti e il bosco, e dopo poco arriviamo ad una grande croce di legno, nei pressi della contrada delle Anze. Superata la contrada, arriviamo alla base del Sengiàlt, un’alta rupe sopra la Valle delle Fornare. Imbocchiamo a destra il sentiero che sale nel bosco; arriviamo ad un incrocio di sentieri, sovrastante la contrada delle Prandine. Noi seguiamo la pista principale, superiamo un lisciane (con incisioni moderne) e riprendiamo il sentiero che continua sempre verso nord; presto troviamo in successione altri liscioni, di dimensioni limitate, che superiamo seguendo il sentiero in mezzo al bosco; quindi arriviamo all’innesto della strada che porta a Crero-Albisano e dopo 10’ siamo alla Roccia Grande (2 h), un grande liscione con graffiti di varie epoche, che si trova poco discosto dalla pista, sulla destra.
Ritornati sul sentiero, in breve arriviamoad una valletta dove, infisse nel muro, vediamo delle strane pietre con un foro nel mezzo; pochi metri dopo la valle, trascurando una deviazione a destra che sale a San Zeno, noi scendiamo. Ed eccoci arrivati nella contrada di Crero (m 207). Nelle vicinanze si trova la chiesetta di San Siro (sec. XVIII), da dove l’occhio può spaziare su tutto l’Alto lago; da qui uno sterrato porta a Pai, mentre la strada che sale arriva a San Zeno di Montagna. Ritorniamo alla contrada e scendiamo lungo la strada asfaltata che si innesta sulla Gardesana, ma noi, quando arriviamo al bivio per Ca’ Cavrie teniamo la sinistra e poco prima delle case imbocchiamo la pista, in parte selciata, che sale ripida alla parte alta della contrada. Da qui proseguiamo lungo il sentiero, ben segnato, superiamo la cava sulla destra e, sempre tra l’oliveto e il bosco, arriviamo su una strada asfaltata (3 h e 15’), scendiamo per un breve tratto e arriviamo all’antica contrada delle Prandine, passiamo sotto un volto e seguiamo lo sterrato; si scende in mezzo agli olivi e, dopo aver superato una valle, arriviamo alla contrada delle Fornare, per giungere infine a Torri (4 h).
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