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Il Santuario
Madonna della Corona a Spiazzi - Verona |
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Il
Santuario Madonna della Corona
a Spiazzi è aperto
tutto il tempo dell’anno ed è una delle
località più suggestive dell’alta Italia
è a mt. 774 sul mare, a strapiombo sulla
valle dell’Adige dista km 1,5 da Spiazzi, km
20,2 dall’autostrada del Brennero casello di
Affi, km 38 da Peschiera e km 44 da Verona .
E’ il Santuario diocesano di Verona
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Il
Santuario della Madonna della Corona
che
sorge su Monte Baldo, in Diocesi di Verona, è
forse uno dei più caratteristici, sia per
l’originalità del paesaggio che lo circonda,
sia anche per la sua storia. Viene detto
“della Corona”, perché anticamente era
chiamato “la Corona”, a motivo della
corona dei monti che lo circondano.
E’ costruito su un angusto spiazzo naturale
che si trova in parte sporgente ed in parte
incavato su di una parete di roccia cruda a
picco, e che si drizza sull’abisso per circa
400 metri. Ai lati stanno due dossi di monti,
che si sporgono per un buon tratto in avanti
ora rocciosi, ora alberati, costituenti un’
imponente anfiteatro naturale. A mezzo di
questa dirupa parete rocciosa si trova una
chiesa che sembra aggrappata alla roccia come
un nido d’aquila.
Viene naturale chiedersi: come mai un
Santuario lassù?
Quale fatto può aver motivato la determinazione
di confrontarsi così con la roccia, ad
attaccarsi ad essa.
E’ cosa risaputa che nel Medio Evo la natura
selvaggia attirò animi desiderosi e bramosi
di solitudine, e che gli eremitaggi sorsero
nei luoghi più impervi, mai però come questa
roccia a picco. Perché fu scelto proprio
questo luogo così inaccessibile?
La
primitiva chiesetta santuario
era di
modeste dimensioni situata ad alcuni metri
sotto il livello dell’attuale, copriva una
superficie poco più larga di una stanza.
Questa cappella fu inaugurata nel 1530 dopo la
famosa storica visita alla Corona del Vescovo
di Verona, Mons. Gian Matteo Giberti, avvenuta
il 10 maggio 1530. A partire da quel tempo si
susseguirono numerosi interventi per ricavare
in questo luogo molto ristretto e difficile da
raggiungersi, un ambiente adatto (una chiesa
Santuario) ad accogliere i pellegrini che
sempre più numerosi sono accorsi per onorare
la famosa Pietà, “Mater dolorosa”,
Madonna Addolorata della Corona. Ognuna delle
opere intraprese ha sempre richiesto
interventi pazienti, audaci e protratti nel
tempo. Fino al 1922, anno in cui fu inaugurata
la Galleria, tutti i materiali e
l’occorrente per costruire furono calati
dalla sommità della soprastante parete
rocciosa a mezzo di corde e funi regolamentate
da un ingegnoso argano di legno a ruote
dentate. La Chiesa precedente l’attuale era
del sec. XVII, fu iniziata nel 1625 e
completata nel 1680, rimanendo così intatta
fino al 1898 quando si provvide ad allungarla
di circa 2 metri in avanti verso il piazzale.
In quella circostanza la facciata
completamente rifatta nel 1899 fu decorata di
marmi di S. Ambrogio e assunse le linee
neogotiche attuali. Nel 1928 furono dati
alcuni ritocchi all’altare maggiore per
migliorare la nicchia della Madonna, così il
legno fu sostituito dal marmo.
Durante gli anni 1946-49
si mise mano ad un
intervento di sfondamento dietro l’altare
maggiore e sopra il presbiterio scavando in
roccia. Il presbiterio divenne più ampio al
di sotto di una cupola che raggiungeva gli 8
metri. La nicchia e l’altare furono
completamente trasformati.
Il 20 gennaio
nell’anno santo 1975 si diede inizio ai
lavori per la realizzazione di un progetto di
ristrutturazione e ampliamento riguardante
tutta la fabbrica del Santuario in quanto le
strutture portanti versavano in precarie
condizioni. Con il lavoro di alcuni anni si
arrivò alla configurazione attuale. Il lavoro
più lungo e delicato fu determinato dallo
scavo in roccia per consentire
l’ampliamento(da 220 mq. di superficie si
passò a 600 mq): la lunghezza della chiesa è
di mt. 30 e la larghezza di mt. 20,
l’altezza della Cupola è di mt. 18). Il
nuovo Santuario fu consacrato il 4 giugno 1978
e il completamento della ristrutturazione fu
portato a termine in occasione della visita
apostolica del Papa Giovanni Paolo II il 17
aprile 1988.
L’interno della chiesa ora si presenta a
forma di croce latina affiancata da due navate
laterali, al centro della crociera è
collocata l’area presbiterale. Sull’asse
verticale si susseguono i segni liturgici più
importanti: l’aula per l’assemblea,
l’ambone, l’altare, la sede, il
tabernacolo, la statua della Madonna; questi
segni sono ben visibili e comprensibili a
tutti fin dal primo sguardo.
Cosa trova il
Pellegrino al Santuario:
La Via Crucis:
le 15 Stazioni sono distribuite lungo la
strada che dal piazzale della “Stella
Alpina” va al Santuario.
La Via Matris:
i 7 capitelli dedicati ai dolori della
Beata Vergine Maria, iniziano dal Ponte
del Tiglio e arrivano davanti al
Santuario.
La Cappella delle Confessioni:
si trova a metà della scalinata al piano
sotto il Santuario. E’ il luogo delle
Confessioni..
La Scala Santa:
è una imitazione di quella di Roma, è
formata da 28 gradini da salire in
ginocchio meditando e pregando la
Passione del Signore. E’ nella Cappella
delle Confessioni.
La Cappella dell’Adorazione:
è un angolo silenzioso al termine della
Scala Santa dedicato all’adorazione
dell’Eucarestia.
Il Santuario:
è il luogo Sacro riservato per la
celebrazione dell’Eucaristia e alla
venerazione della Beata Vergine Maria
Addolorata. Al centro dell’abside è
esposta la famosa statua della Madonna
della Corona.
Il Fonte Battesimale:
è il luogo per la rinnovazione delle
promesse del Battesimo, si trova nel
Santuario a sinistra dell’altare.
La fotografia della Sindone:
è la riproduzione in negativo a
grandezza naturale delle due parti
facciale e dorsale della Sindone di
Torino, è esposta nella navata sinistra
del Santuario.
La rassegna “Mater Dolorosa”:
è l’esposizione di 80 statue
della Pietà, tra le più venerate nel
mondo. Per accedere si passa sotto lo
scalone del Santuario.
Il Sepolcreto degli Eremiti:
è il luogo dedicato alla preghiera di
suffragio per i defunti che attendono la
resurrezione. Sono visibili in urne di
vetro i resti mortali di alcuni eremiti,
vissuti alla Corona. Per accedere si
passa sotto lo scalone scendendo al
piano sotto quello di arrivo.
Il “Sacellum Pietatis”:
indica il luogo dove secondo la
tradizione fu trovata la statua della
Madonna della Corona il 24 giugno 1522.
E’ nel giardino del Santuario. |
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Statua
della Madonna Addolorata
«Madonna della Corona»

Il Santuario Madonna della Corona
Spiazzi - Verona

Il Santuario Madonna della Corona
Spiazzi - Verona
Il Santuario Madonna della Corona
Spiazzi - Verona
Il Santuario Madonna della Corona
Spiazzi - Verona |
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La Scala Santa
Coloro che sono venuti al Santuario della
Corona prima del 1975 ricordano che
all’esterno sulla fiancata sinistra dello
scalone che porta alla Chiesa, si trovava la
Scala Santa. Fu concessa come privilegio del
Papa Leone XII nell’anno 1822, nel terzo
centenario della vita del nostro Santuario
dedicato all’Addolorata. All’inizio la
concessione di apertura ed esercizio della
Scala Santa riguardava tempi determinati; dal
1910 in poi il Papa S.Pio X, che era stato
illustre pellegrino al nostro Santuario nel
settembre del 1893, concesse che fosse aperta
ed esercitata per tutto l’anno,venendo così
assimilata in tutto a quella di Roma, di cui
ovviamente è una imitazione. Al nostro
Santuario la Scala Santa è uno dei luoghi più
ricercati, frequentati e venerati. Durante i
lavori di ristrutturazione fu trasportata
all’interno dell’edificio sacro e collocata
(1991) a fianco della Cappella delle
Confessioni, per caratterizzare e valorizzare
maggiormente i suoi contenuti penitenziali. L’
ingresso è segnalato a metà della parete
sinistra della Cappella della riconciliazione
da un portale con incise le parole “Scala
Santa”. Sopra questo portale fa da cornice un
grande arco in marmo con sculture ornamentali
in rilievo, anticamente tale arco delimitava
la parte più alta dell’altare maggiore del
Santuario sopra la nicchia della Madonna. La
Scala Santa originale si trova a Roma vicino
alla Basilica di San Giovanni in Laterano, la
nostra è un’imitazione. E’ la scala che Gesù
salì e discese più volte nel giorno in cui,
rigandola con il suo sangue, fu flagellato,
coronato di spine, e condannato alla morte di
croce. Essa fu già nel palazzo occupato da
Pilato a Gerusalemme, dove questi teneva il
suo tribunale, o pretorio. Santa Elena nel 326
fece trasportare a Roma i 28 gradini della
Scala. Ora della Scala Santa esistono varie
imitazioni presso alcuni Santuari.
Modo di
salire la scala Santa:
- dopo aver intinto l’acqua santa si fa il
segno di croce;
- si salgono i 28 gradini in ginocchio;
- con grande raccoglimento si medita e si
prega sulla passione di Gesù Cristo:
• il sudore di sangue nell’orto
• la flagellazione
• la coronazione di spine
• il viaggio al Calvario
• la crocifissione e morte di nostro Signore
Gesù Cristo.
Celebrazioni
della Liturgia
Orario Festivo delle SS. Messe
da novembre ad aprile:
8,30 - 10,30 - 15,30
da maggio ad ottobre:
8,30 - 9,30 - 10,30 - 11,30 -
15,30- 16,30 - 17,30
( da giugno a settembre anche alle ore 7,30 e
18,30 )
Orario Feriale delle SS. Messe
in ogni periodo dell' anno alle ore:
10,30 - 15,30
in luglio ed agosto anche alle ore:
8,30 - - 16,30
Nel pomeriggio del sabato la
Santa Messa viene celebrata
sempre alle 16,30 , è festiva
Per informazioni:
tel. e fax 045 7220014
internet:
www.madonnadellacorona.it
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"Madonna della
Corona",

La storica visita del
Santo Padre Giovanni Paolo II.
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